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martes, 1 de junio de 2010

Torta di San Biagio, il dolce tipico di Cavriana

È il Dolce Tipico di Cavriana, che viene preparato per la festività di San Biagio (3 febbraio), patrono locale.

La tradizione narra che questo dolce dal sapore così particolare fu inventato dalle donne cavrianesi per donarlo alla Regina Anna, moglie di Luigi XIII, per tramite dei cuochi francesi che il re aveva mandato nel Ducato Mantovano ad imparare nuove ricette per le feste di corte.

Ingrediente principe di questo dolce sono le mandorle di Cavriana, apprezzate già dalla Corte dei Gonzaga, che ogni anno, all’inizio dell’inverno, ne acquistavano grosse quantità da usare durante le feste con i cortigiani.

Durante la Fiera di San Biagio, a inizio Febbraio, nella piazza principale di Cavriana viene esposta un’enorme Torta di San Biagio che come vuole la centenaria tradizione viene tagliata e distribuita ai visitatori della festa.

Ricetta

Alla base di questa ricetta ci sono le mandorle di Cavriana, che già nel Seicento venivano considerate particolari per il loro gusto intenso. I Gonzaga le consideravano addirittura afrodisiache!

Gli Ingredienti:

Per la Pasta frolla:

  • 1kg di Farina di frumento
  • 300 gr zucchero semolato
  • 300 gr di strutto o burro
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • Buccia grattugiata di un limone
  • Vino bianco per impastare

Per il ripieno:

  • 250gr di mandorle
  • 250gr di zucchero semolato
  • 2 uova intere
  • 150gr di cioccolato fondente
  • 100gr di amaretti
  • Il succo di un limone

Preparazione

Preparare la pasta

Frolla unendo farina, zucchero, strutto o burro, lievito, vanillina e buccia del limone; si aggiunge poco vino bianco per volta, quanto basta per ottenere un impasto compatto. Formare una palla, avvolgerla in una pellicola per alimenti e lasciar riposare per un’ora.

Nel frattempo, tritare le mandorle finemente, aggiungere il cioccolato tritato, gli amaretti, lo zucchero e il succo di limone: amalgamare bene il tutto.

Stendere la sfoglia su un ripiano infarinato, ricoprire una tortiera tenendo da parte un poco di pasta; versare il ripieno sopra la sfoglia. Con la pasta rimasta formare delle strisce e stenderle sopra il ripieno, incrociandole (come per una crostata). Infornare a forno preriscaldato per circa 60 minuti.

lunes, 3 de mayo de 2010

Ghetto, barrio judío en Venecia

Venecia, conocida por ser la ciudad de los canales y los vaporetos, esconde lugares interesantes para el viajero, como el antiguo barrio judío, Ghetto, que dio nombre a todas las juderías del mundo y por extensión a cualquier zona habitada por una comunidad separada. He aquí un nuevo aliciente para coger uno de esos vuelos baratos a Venecia y escaparse el fin de semana.

Ghetto, que aún conserva todas sus características originales, se encuentra en el distrito de Cannaregio, uno de los más antiguos y atractivos de la ciudad. Es un lugar tranquilo y prácticamente desconocido para la mayoría de los turistas. Allí se encuentran edificios y establecimientos singulares, como tiendas de productos kosher, una librería en hebraico, tiendas de objetos de culto y dos sinagogas donde aún se celebran ceremonias. Sin embargo, si se quiere visitarlas se necesita una reserva que hay que pedir especialmente.

En 1516 se decretó que todos los judíos en Venecia vivieran en este barrio, que quedó aislado mediante anchos canales. Sus dos compuertas estaban vigiladas por guardas cristianos. A los judíos se les permitía salir de Ghetto durante el día, pero debían llevar una insignia y un birrete para identificarse. Además, solamente se les permitía trabajar como comerciantes de telas, prestamistas o médicos.

La tolerancia veneciana atrajo a numerosos sefardíes falsamente renegados que aquí retomaron sus cultos. El aumento de la población judía forzó la expansión del barrio, creando el Ghetto Nuevo y el Ghetto Vecchio (viejo). Actualmente, los 500 judíos que viven en Venecia solo 33 viven dentro del ghetto, sin embargo el barrio no ha pedido su identidad.